Parchi e giardini, le meraviglie dell'italia: le Isole Borromee by Dilloconunfiore



Estate all'Isola Madre

(Luglio 2010) All'Isola Madre, uno dei tre "Paradisi in terra" dei Principi Borromeo sul Lago Maggiore (gli altri due siti compresi nell'Itinerario Verde sono l'Isola Bella e la Rocca di Angera con il suo giardino medievale), è tempo di ninfee e fior di loto. Queste fioriture si susseguiranno ininterrottamente da giugno a settembre, accompagnando quindi l'intera estate. In questi mesi, le vasche e le fontane del giardino di isola Madre - ubicate nella zona più calda dell'isola - rappresentano un polo di attrazione, una vera gioia per gli occhi grazie ai colori e ai profumi delle numerose piante acquatiche che proprio in questi mesi fioriscono. Le piante acquatiche giovano del clima mite dell'isola Madre che riscalda l'acqua delle vasche permettendo una crescita lussureggiante e una fioritura copiosa. Attorno alle dieci del mattino e fino alle 5 del pomeriggio circa, le ninfee rustiche, più resistenti al freddo, e alcune varietà di quelle tropicali sbocciano nelle vasche mostrando i propri esuberanti colori. ninfee-all-isola-madre (22K)Le rustiche con fiori piccoli e grandi di colore bianco, giallo intenso o giallo dorato, rosa, arancione e rosso cremisi. Le ninfee tropicali, originarie dell'Estremo Oriente, dell'Australia e del Sud America., hanno invece dei fiori decisamente più grandi di colore blu, tonalità inesistente in quelle rustiche. Un profumo delicato avvolge queste zone del giardino, alcune ninfee rustiche infatti e tutte le ninfee tropicali hanno la caratteristica di emanare un delicato profumo. Una vasca è poi interamente dedicata al fior di loto. Sono circa quaranta le varietà presenti nel giardino botanico; esse provengono da una collezione privata messa insieme durante numerosi viaggi in Cina da un appassionato vivaista piemontese che ha affidato agli abili giardinieri dell'Isola Madre Loti sconosciuti per ambientarli e riprodurli nel lussureggiante giardino botanico dell'isola Madre. Il Fior di loto, simbolo di spiritualità in tutte le religioni orientali, è una pianta acquatica perenne originario dell' Asia, dell'Australia e della zona tropicale dell'America del Nord; si distingue per le caratteristiche foglie idrorepellenti a forma d'imbuto e per i fiori dal profumo gradevole ed inconsueto con colorazioni che vanno dal rosa chiaro al rosso, dal bianco al giallo, dal rosa-albicocca al giallo-aranciato, al multicolore. A corollario di queste spettacolari fioriture i papiri del Nilo, gli iris acquatici, la lenticchia e la lattuga d'acqua Oltre che ammirare sarà possibile fotografare queste meraviglie. Come è ormai noto, quest'anno si potranno fotografare le Fioriture e, chi lo vorrà, potrà inviare le immagini anche di questa Fioritura al sito delle Isole Borromeo e della Rocca di Angera dove le foto più belle saranno messe on line con il nome del loro autore e la data in cui è stata documentata la fioritura


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La fioritura delle camelie nelle isole borromee

(Aprile, maggio 2010) Isola Bella e Isola Madre, Lago Maggiore. Il freddo di questo lungo inverno ha ritardato di qualche settimana la fioritura delle camelie nei giardini delle Isole Borromee. Un ritardo in qualche modo provvidenziale che consente al pubblico di assistere a fioriture che di norma non si possono ammirare. Come è noto, infatti, la riapertura dei giardini delle Isole Borromee avviene con lo scoccare del primo giorno di primavera e da molti anni, per questa data, una parte delle magnifiche fioriture è già svanita. Non quest'anno, per cui le prossime saranno settimane veramente magiche per chi vorrà ammirare il trionfo floreale di questa elegantissima specie. Ma veniamo a loro, le celebri Camelie delle Isole Borromee. Presenti con esemplari imponenti all'Isola Bella, è all'Isola Madre che le camelie trovano il posto di assolute regine. Nei giardini di questa isola, paradiso della botanica, sono presenti più di 150 varietà, nella stragrande maggioranza antiche, compresa la meravigliosa Camelia Pink Rosea che è stata qui piantata più di 130 anni fa. E' quasi oggetto di venerazione per i molti cultori delle Camelie, la Mitronesson Vera, la Hagoramo la varietà più antica del Giappone, il cui nome significa "abito di piume (Franklinia alatamaha), varietà che qui vegeta meravigliosamente ma che risulta estinta in natura. La passione dei Borromeo per le Camelie, generazione dopo generazione, è continuata e così i visitatori potranno ammirare (e fotografare) le prime, abbondanti fioriture delle ultime varietà messe a dimora, ovvero le C. Cuspidata, C. Saluensis C. Salicifiglia e C. Transnokoensis. Una passione, quella della Famiglia per le Camelie, che risale a Giberto V Borromeo e a suo figlio Vitaliano IX Borromeo che decisero, con Giuseppe e Renato Rovelli, giardinieri dell'Isola Madre, di introdurre le camelie nel giardino dell'Isola. Era il 1828 e fu il primo luogo nel nord Italia ad ospitare questa "nuova" affascinante pianta. Furono così messi a dimora numerosissimi cultivar come la C. japonica Alba Plena, la C. japonica Montironi, la C. japonica Incarnata, e tantissimi altri ancora. Venne anche avviato il lavoro di selezione di nuovi ibridi, e alcuni di quei cultivar sono ora considerati il simbolo del florovivaismo del lago Maggiore, come la C. japonica Gloria delle Isole Borromee e la C. japonica Gloria del Verbano. Dopo anni di lavoro arrivarono ad ottenere circa 500 varietà che riempivano l'isola per ogni dove, tanto che l'Isola Madre veniva definita come "l'isola delle camelie". Nel corso dei secoli la collezione è stata ampliata introducendo anche le C. reticolata, la C. sinensis (Camelia del The, primo sito conosciuto in Europa), la C. sasanqua, la C. Granthamiana, la Gordonia, la Tutcheria, la rarissima Franklinia alatamaha, che risulta estinta in natura. Trattandosi di un giardino storico alcuni esemplari hanno assunto le dimensioni di alberi. Le piantine collocate a dimora in quel lontano 1828 tra la curiosità di tutti, hanno creato una moda tanto che oggi le camelie, che restano la prima e più raffinata fioritura primaverile del giardino dell'Isola Madre, hanno "colonizzato" l'intero Lago Maggiore, dove vi è la massima concentrazione europea di camelie.

Giardini dell'Isola Madre - Aprile e maggio 2010 - La fioritura dei glicini

In aprile e maggio, la "Fioritura dei glicini" All'Isola Madre, la prima collezione italiana di Wisteria. Una sinfonia di colori e profumi afrodisiaci

La fioritura dei glicini all'Isola Madre

Isola Madre (Lago Maggiore). Mentre le camelie ancora stupiscono con le varietà a fioritura tardiva, sulla scena dell'Isola Madre irrompono gli esemplari di Wisteria, volgarmente noti come glicini. La loro fioritura perdurerà per tutto aprile e, se la stagione è propizia, avrà una bella coda anche nelle prime settimane di maggio. la-fioritura-dei-glicini-all-isola-madre (23K)Il profumo emanato da questi grappoli fioriti è ritenuto tra i più afrodisiaci profumi naturali. Anche per questo, in epoca Liberty nei parchi e nei giardini di ogni casa sorsero romantici berceau dove la privacy era garantita dalle lunghe "liane" dei glicini. Certo che non lasciarsi andare quando si è sotto una cupola di grappoli fioriti, storditi da un profumo che ti penetra l'anima, magari con la luna che si specchia nelle acque calme del lago, è del tutto impossibile. Aspetti romantici a parte, non vi è dubbio che poche piante sono ornamentali quanto i glicini e poche così profumate. I glicini, rampicanti legnosi, sono delle leguminose e debbono il loro nome scientifico "Wisteria Glicine" a Caspar Wistar, studioso dell'Università di Pennsylvania. Le specie di glicine coltivate non sono numerosissime e la raccolta dei Principi Borromeo è non solo la prima ad essere creata in Italia ma anche una delle più ricche. I primi glicini furono importati dall'America Settentrionale ma a soppiantarle provvidero le varietà importate successivamente dalla Cina e dal Giappone, dai fiori più belli ed evidenti. Nelle Isole e in Rocca fioriscono tra fine aprile e i primissimi giorni di maggio, trasformando in festoni colorati e profumati i tralci lianosi di queste rigogliosissime piante. Solo decise potature riescono a contenere l'espansione dei glicini che possono superare i 20 metri espandendosi per oltre 50. Cosa curiosa: in alcune specie i rami si avvolgono in senso orario, altre all'opposto. Per spiegare questa curiosità bisogna innanzi tutto ricordare che le piante originarie dell'emisfero boreale (a nord dell'Equatore) si avvolgono tutte in senso antiorario mentre quelle originarie dell'emisfero australe (a sud dell'Equatore) in senso orario. Ci si potrebbe pertanto chiedere per quale motivo la W. floribunda e la Millettia japonica si avvolgono in senso orario pur trovandosi in Giappone nell'emisfero boreale. Il motivo va ricercato nel fatto che milioni di anni fa il Giappone si trovava nell'emisfero australe e nei secoli galleggiando sulla crosta terrestre si diresse progressivamente verso nord alla velocità di qualche centimetro all'anno, non dando quindi tempo alla sua flora di adattarsi alle mutate condizioni climatiche. La collezione di glicini dell'isola Madre nacque circa venticinque anni fa e si distingue per essere la prima creata in Italia. Nel giardino botanico sono rappresentate una ventina di varietà di glicini differenti tra loro per il colore dei fiori, per i frutti e per le modalità di accrescimento, la maggior parte delle quali è concentrata nella scenografica scalinata che degrada verso il lago. Oltre alla W. sinensis, alla W. brachybotrys, alla W. frutescens e alla W. floribunda con relativi ibridi e varietà va segnalata la Millettia japonica molto difficile da riprodurre e da sempre considerata una vera rarità, che si distingue in estate per la esuberante fioritura rossa.

testo e immagini a cura dello Studio Esseci - www.studioesseci.net
Per informazioni e prenotazioni: (+39) 0323 30556. www.borromeoturismo.it


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