I Fiori della vita 3

romanzo di Gaby

Capitolo terzo

La madre di Roberta, una donnina piccola, grassoccia e tutto pepe, si volse sorridendo verso Cecilia: " Su, vieni avanti, è da tanto tempo che non ti vedo! Ho saputo che domenica hai compiuto 19 anni, e non hai neanche festeggiato! Ma ora festeggeremo insieme: ho preparato per te una bella torta!" Cecilia sorrise con gratitudine alla donna che si occupava di lei come se fosse un'altra figlia.
Intanto era entrata Antonella, la sorellina di 8 anni di Roberta, che subito la invitò a vedere la sua collezione di peluches. " In alto le mani e niente scherzi , o ti ucciderò!" Fingendo di essere atterrita, Cecilia lanciò la propria borsetta al "brigante" Gualtiero, il fratellino dodicenne di Roberta. Oh! Come le sarebbe piaciuto avere una famiglia cordiale e numerosa come quella della sua amica: certo, tra tanta confusione, restava poco tempo per immalinconirsi e piangere sulle proprie disgrazie. Roberta entrò richiamando all'ordine i due fratellini ed invitandoli ad andare a "rompere" da un'altra parte, perché lei e Cecilia dovevano fare discorsi da "grandi".
Così, Roberta la informò che quella sera sarebbe andata a teatro con Giorgio, chiedendole consigli su come vestirsi e comportarsi, dal momento che lei non era ancora mai andata a teatro, mentre Cecilia aveva addirittura la tessera per il Teatro dell'Eliseo!
Vedendo la sua amica tanto infervorata ed innamorata, Cecilia non potè fare a meno di provare una punta di invidia, ma subito si vergognò di questo suo sentimento e fu felice per l'amica che aveva finalmente trovato l'amore! " Sei proprio innamorata, Roberta! Sono contenta per te!" "Oh, veramente non sono ancora sicura che sia vero amore: con lui mi trovo bene, è simpatico, è molto premuroso nei miei confronti...ma non riesco ancora a sentire la famosa scossa di cui tutti parlano; a volte mi sembra più un amico che uno spasimante. A proposito, potresti prestarmi i tuoi orecchini d'acqua marina? Sarebbero intonatissimi con il mio vestito elegante!"
Cecilia non potè fare a meno di pensare che quegli orecchini li aveva indossati proprio il giorno in cui aveva conosciuto Gianni...ed ora...tutto era finito! Ancora non riusciva a capacitarsene.
" Svelte, a tavola!" Le richiamò la madre di Roberta. Mentre si avviavano a pranzo, Cecilia pensava a come era spensierata ed allegra Roberta, a volte sembrava persino un po' svanita ed incosciente: così diversa da lei! Ma forse proprio per questo erano così amiche: ognuna trovava nell'altra ciò che le mancava. La madre di Roberta si complimentò con lei per il romanzo che avrebbe scritto, le chiese il titolo e l'argomento di cui parlava; Cecilia si sentì a proprio agio parlando della sua fantasia e riacquistò sicurezza in se stessa, promettendo che la prima copia sarebbe stata proprio di Roberta. " Ecco la torta!" entrò la madre di Roberta, mentre osservava Cecilia con lo sguardo di una donna matura e leggeva la pena che aveva nell'animo: non sapeva se fossero pene d'amore o se tutto dipendesse dal fatto di non avere una vera famiglia; per questo, aveva quasi " adottato " quella ragazza intelligente e dal carattere ombroso, indovinando che dietro ad esso si nascondeva una grande sete d'affetto.
Nel pomeriggio Cecilia aiutò Roberta a prepararsi per la serata: ammirando il proprio figurino allo specchio, Roberta "cicalava" continuamente di tutto e di tutti: era sorprendente come non fosse mai stanca di parlare,comunque le sue chiacchiere erano pettegolezzi innocui ed era un vero piacere starla a sentire! Alle 7 Giorgio venne a prendere Roberta, e Cecilia si stava apprestando ad andarsene quando la madre dell'amica la fermò dichiarando che aveva bisogno di parlare con lei.
Mandati i due mocciosetti davanti alla televisione, la prese per mano e, guardandola negli occhi, le chiese:"Tu, figliola mia, hai qualcosa che non va, è inutile che tenti di nasconderlo. Perché non vuoi confidarti con me?Se tieni tutto nascosto dentro di te, soffri di più: prova a raccontarmi tutto. Di me ti puoi fidare come se fossi tua madre: vedrai che dopo ti sentirai meglio"
La testa china, Cecilia ascoltava ed avrebbe veramente voluto sfogarsi con quella cara donna e mettersi a piangere sulla sua spalla, ma c'era qualcosa che glielo impediva. Forse, finchè non avesse detto a nessuno della sua storia con Gianni, in qualche modo, sarebbe stato come se lui non l'avesse realmente lasciata...forse poteva continuare a sognare!
Il segreto del loro amore la teneva per sempre legata, comunque, a Gianni, e rivelarlo avrebbe significato spezzare un incantesimo. Così, l'istante magico passò, e Cecilia addusse varie scuse alla sua stanchezza, dicendo che soffriva di forti emicranie. Poi, una volta al chiuso della propria stanza, Cecilia potè permettersi di piangere e di sfogare le proprie angosce sul suo diario segreto.
Anche la felicità di Roberta ebbe fine ; di ritorno dal teatro, quella sera, avevano avuto un litigio più violento dei soliti bisticci cui erano abituati e, sbattendo forte la portiera della propria macchina, Giorgio era partito sgommando e senza salutarla.
Forse, sarebbe bastata una telefonata per rimettere tutto a posto, ma Roberta sapeva che quella telefonata non ci sarebbe stata: dietro l'apparente leggerezza del proprio carattere, Roberta era profondamente sensibile, ed aveva capito che lei e Giorgio non erano assolutamente fatti l'uno per l'altra: erano troppo uguali, in un certo senso. Lui, con la sua mania di fare la corte a tutte le ragazze incurante della sua presenza, sempre pronto a mettersi al centro dell'attenzione...e, poi, estremamente possessivo e geloso nei suoi confronti, per cui Roberta, quando erano insieme, si sentiva costretta a controllare la propria espansività, sentendosi in gabbia!
Lanciando le scarpe ai piedi del letto, e buttando il vestito su una poltrona, Roberta si sdraiò sul letto, rimuginando fra sé e sé:" Gliela farò vedere io! Lui fa il cascamorto con tutte ed ha il coraggio di dirmi che ho civettato con Dario!Come ha osato? Adesso sì che farò la civetta! Voglio vedere tutti ai miei piedi...guai a lui se ha il coraggio di tornare! Stupido! Stupido!"
Il braccio dietro la testa, sdraiato sul letto, con ancora indosso i pantaloni e la camicia, la mano abbandonata lungo il fianco,Giorgio pensava a Roberta ed alla lite appena conclusa. Era impossibile continuare così!Forse Roberta non lo faceva con malizia, ma lui non sopportava più le sue arie estasiate, i contorcimenti e gli sbatter d'occhi, specie quando non erano rivolti a lui ! Quella sera, con Dario, aveva superato ogni misura. Non faceva altro che saettargli languide occhiate e sporgersi ad afferrare ogni sua parola; e tutto semplicemente perché era " nuovo", uno non conosciuto... e lei voleva attrarne l'attenzione! A lui, questo vizio di Roberta di mettersi sempre in mostra per dimostrargli quanto piacesse agli uomini, non andava proprio giù :lo sapeva da solo che lei era carina... carina, ma un po' troppo superficiale per lui. Quella sera, quando lui le aveva preso il braccio per avviarsi verso la macchina, Roberta aveva superato il colmo; si era rivolta, con un sorriso ebete, a Dario, chiedendogli se volesse un passaggio da loro. E lui, che sperava di restare un po' solo con lei? Per tutto il viaggio, fino alla casa di Dario, aveva dovuto sottostare alle loro chiacchiere ed ai loro salamelecchi,e, quando erano finalmente rimasti soli, le aveva detto tutto ciò che di peggio pensava di lei! Certo, non sarebbe stato facile ricostruire il loro rapporto: e poi, in ,fondo, lui lo voleva? O era già stanco di Roberta e del suo comportamento puerile?