
Magritte il mistero della natura
Milano, Palazzo Reale
22 novembre 2008 – 29 marzo 2009
Centodieci dipinti a olio, gouaches e sculture, ripercorrono la vicenda artistica del
maestro belga del Surrealismo e il suo approccio al tema della Natura.
Magritte, tra i maggiori pittori dell’area surrealista, è artista talmente noto e riprodotto che alcune delle sue
immagini sono state assorbite dalla cultura e dalla coscienza figurativa contemporanea, al punto da
decretarne un successo popolare, fino a diventare delle vere e proprie icone del ‘900.
I curatori hanno quindi scelto di individuare un altro livello di lettura che, attraverso una sintassi linguistica del
tutto nuova, porta a ripensare il rapporto che il genio belga ha instaurato con la natura.
Nel percorso espositivo, i visitatori saranno accompagnati dai testi dello stesso Magritte, cui verrà lasciato il
compito di descrivere e commentare la propria opera.
Mistero e natura sono i due termini che definiscono l’universo artistico di Magritte. Tutti gli intenti dell’artista
belga erano pervasi dal mistero, al punto da considerarlo lo strumento più idoneo per mettere in discussione la
logica dei luoghi comuni e che lo portava a creare sulla tela degli oggetti di uso comune e a spostarli in un
contesto nuovo, insolito, modificando la loro naturalità.
La mostra di Palazzo Reale delinea così la statura di uno dei pochi artisti del '900 che ha posto la natura al
centro della sua ricerca, mettendola in relazione con le caratteristiche e i limiti della vita dell'uomo moderno,
con la sua solitudine nell’universo, con i fondamenti e la libertà di pensiero, con l’origine e la credibilità del
sapere, con la relazione tra l’esperienza onirica e quella reale. Tutto ciò trova soluzione in un evidente
paradosso: la piena coscienza che il mistero è il significato profondo di tutto il reale e la natura il luogo
deputato in cui esso si può manifestare.
I personaggi, gli interni, le nature morte dialogano con gli elementi della natura e compongono paesaggi
'interpretati', 'rivisti', con l'occhio di un lucido e spregiudicato intelletto moderno, sempre presente e sempre
attento agli occhi dello spettatore, al punto che alcune delle icone di Magritte sono divenute ormai parte
integrante del nostro immaginario collettivo.
Rileggere Magritte e la sua opera attraverso questi due punti fondamentali della sua poetica, permetterà al
visitatore della mostra di riscoprire una cifra stilistica e una continuità espressiva, unitaria in tutta la sua opera.
Il percorso espositivo si muove dai primi, bellissimi e quasi sconosciuti dipinti futuristi, passando attraverso le
prime esperienze surrealiste influenzate dalla scoperta di De Chirico e poi attraverso le immagini più oscure
del periodo fra le due guerre, fino ai celeberrimi dipinti realizzati dagli anni ’50 in poi. Tra questi, si devono
segnalare alcuni capolavori, come ‘Souvenir de voyage’ del 1961,
che rappresenta una mela verde
mascherata per il carnevale, o ‘L’heureux donateur’ che racchiude i motivi ricorrenti della sua visione specifica
della natura, o ancora il famoso ‘L’empire des lumières’ con la casa immersa nel buio di un parco sullo sfondo
di un cielo azzurro coperto da nuvole bianche.
Per la prima volta, a Palazzo Reale verrà, inoltre, esposto un manoscritto originale, contenente un carteggio
autografo tra René Magritte e Camille Goemans.
Per ulteriori informazioni visitate il sito Mostramagritte.it